Press ‘Volverse’

SCRIVERE DI JAZZ – di Giuseppe Mavilla

Mentre il nuovo album di Rosa Brunello Y Los Fermentos è già in uscita o forse è già uscito, dipende da quando leggerete questa recensione, voglio comunque raccontarvi di questoVolverse, terzo album del gruppo della contrabbassista già apprezzata nell’ambito degli Omit Five di cui potete leggere quiqui le relative mie recensioni.
Questa è la terza uscita per la musicista veneta, dopo i già apprezzati “Camarones A La Plancha”  e “Upright Tales” realizzati con formazioni diverse, il primo in quintetto, il secondo con Los Fermentos, gruppo  formato oggi da Alessandro Presti alla tromba, che ha sostituito Davide Boato; Luca Colussi alla batteria, Filippo Vignato al trombone e all’elettronica e dalla stessa Brunello al contrabbasso.
Un album registrato dal vivo alla Casa del Jazz di Trieste nel febbraio del 2017 e pubblicato poco meno di un anno fa. Un album di modern jazz con una selezione musicale che alterna a composizioni dalla struttura legata alla tradizione, altri brani dall’articolazione variabile con sonorità arricchite dalle manipolazioni elettroniche di Vignato. La leader è il fulcro ritmico di riferimento del gruppo, lo fa con grande professionalità e con una presenza determinata ma non invadente che, accanto al drumming fantasioso, puntuale e raffinato di Colussi, completa una sezione ritmica di gran pregio.
I due fiati della coppia Presti-Vignato celebrano innanzitutto l’essenza lirica dei temi, quattro dei quali a firma della Brunello ed uno ciascuno a firma  Vignato e  Colussi, per poi concedersi spazi improvvisativi, sempre pianificati nella struttura dei brani, alimentando così le dinamiche espressive di un combo che oggi ha  con estrema capacità  delineato la propria identità musicale.
Il tutto è riscontrabile in brani come “Christmas Tree” introdotto dal solo di Colussi e dai luminosi fraseggi della tromba di Presti, “Pina Bausch” ritmicamente sostenuto, con il riff borbottante di Vignato contrappuntato dalla tromba di Presti. Un brano che si sviluppa in una costante e variegata mutabilità di ambient e di ritmi. E poi la title track , rarefatta e minimalista nell’intro,  lievita velocemente d’intensita interettiva fino a formare un magma sonoro da cui quasi magicamente prende corpo un tema dai chiari influssi mediterranei che intervallato da porzioni improvvisative porta alla fine del brano.
Gli applausi  del pubblico e la presentazione dei musicisti del gruppo ad opera della stessa Brunello chiudono un album di pregevole fattura che difficilmente vi stancherete di ascoltare.

ALLABOUTJAZZ.COM – Rosa Brunello Y Los Fermentos

Impostasi come una delle giovani musiciste nazionali più interessanti con il precedente Upright TalesRosa Brunello ripropone qui la sua formazione, Los Fermentos, stavolta dal vivo, ripresi alla Casa della Musica di Trieste il 20 febbraio 2017.
La formazione è in realtà un po’ mutata rispetto al primo album: Alessandro Presti prende il posto di David Boato alla tromba, mentre mancano gli ospiti che là aggiungevano la loro voce in alcune tracce. Gli esiti sono comunque eccellenti, forse anche grazie alla coerenza del discorso musicale che si sviluppa attraverso le sei tracce, a firma della Brunello tranne la seconda, di Filippo Vignato, e la terza, di Luca Colussi.
Una musica, quella di Volverse, in perfetto equilibrio tra tradizione e modernità, perché il quartetto si muove con grande libertà a partire da temi aperti, che sviluppa con improvvisazioni dinamicamente espressive e sempre coerentissime, ma al tempo stesso conserva sonorità e forme d’interazione di tipo classico. Al centro c’è costante il lavoro propulsivo e di sostegno del contrabbasso della leader, affiancato dalla batteria di Colussi, attorno ai quali i due ottoni la fanno da padrone, in assolo o—spesso—in virtuoso dialogo, con fraseggi sempre leggibilissimi, ma anche capaci di non ripetersi e di offrire un discorso che ogni volta si amplia e si rinnova.
Se Vignato si conferma una volta di più musicista di notevoli qualità, interprete del trombone da un lato di grande espressività scevra da orpelli virtuosistici e dall’altro in grado come pochi altri di mediare con la lezione dei grandi protagonisti storici dello strumento, Alessandro Presti sorprende, mostrandosi perfettamente all’altezza del compagno e dando prova anch’egli di una interpretazione estremamente personale della tromba. Da notare che Vignato opera anche all’elettronica con grande sensibilità e in modo sempre opportuno, un valore aggiunto che nel disco si sente e che si apprezza ancor più in considerazione della performance dal vivo.
Dal canto suo, Colussi mostra un drumming multiforme, anch’egli attento al ruolo tradizionale del batterista (si senta l’introduzione di “Christmas Tree”), ma anche variando spesso stilemi e intervenendo in modo coloristico ed espressivo, come per esempio nell’avvio di “Pina Bausch.” La Brunello, invece, è ovunque solidamente presente con il suo suono netto e profondo, ma le forme del suo contributo spiccano quando accompagna gli assoli dei fiati: qui—come si può apprezzare in più occasioni, per esempio nella spagnoleggiante title track, che la contrabbassista inaugura per poi cointerpretare assieme a tromba e trombone—il sostegno ritmico si intreccia con il discorso tematico sviluppato dai partner, con effetti particolarmente suggestivi.
Un disco immediato e di grande piacevolezza d’ascolto, ancorché a ogni passo tutto da scoprire—emblematico da questo punto di vista “30/Nighthawks/Indeed!,” che cambia di continuo atmosfere—e che per questo spinge l’ascoltatore a riprenderlo più volte. Ottima conferma di un’artista, Rosa Brunello, che si sta imponendo come una delle più interessanti tra le nuove leve, e di un gruppo di musicisti giovani e di grande spessore.

27/12/2018 – Neri Pollastri


DOWNBEAT MAGAZINE – Rosa Brunello Y Los Fermentos Volverse – 4 stars

Vividly recorded in February 2017 at Casa Della Musica in Trieste, Italy, Volverse showcases bass player Rosa Brunello’s daring Italian quartet. Its six original tunes cover everything from cool, West Coast-inflected jazz to free, heated forays—at times within the same song. Save for trombonist/electronics manipulator Filippo Vignato’s sassy “California Dream” and drummer Luca Colussi’s whirly “Christmas Tree”, the tunes all are by Brunello. Many lend themselves to singing along, and each one, whether compact like “Stand Up” or sprawling like “Pina Bausch”, is consistently stimulating. This ensemble never turns to cliché or playing it safe. It also sounds far bigger than its parts, especially given that the group doesn’t include a keyboardist. One of the most intoxicating moments on Volverse is the launch of “Pina Bausch”, an homage to Philippina Bausch, a canonical figure in modern dance. The tune opens with a seamless segue from applause for the preceding track to Colussi’s rim shots to Alessandro Presti’s darting trumpet to Vignato’s brash trombone. That buildup yields to a warmly melodic composition, packed with striking solos. After the Bausch tribute, the compositions become even more elastic, as the group burrows into “30/Nighthawks/Indeed!”, a woozy streetscape of a song, winding up with the title track, a walk through an enchanted forest.

1/8/2018 Carlo Wolff


AUDIOREVIEW – Rosa Brunello Y Los Fermentos Volverse

Non una pratica abituale registrare direttamente dal vivo un nuovo lavoro, comprendente cioè solo materiale inedito: finora ci hanno provato davvero in pochi. Evidentemente, Rosa Brunello e i tre partner hanno rodato così bene il repertorio da non temere il rischio di entrare in “debito di empatia”. Altra peculiarità, in “Volverse” c’è la leadership di una donna, per di più contrabbassista: contagiate dal virus dell’azzardo, in attività ce ne sono poche ma bravissime, tipo Silvia Bolognesi e Federica Michisanti. In “Volverse”, terza prova in carriera, la Brunello conferma due terzi dei collaboratori coinvolti nel precedente album, l’ottimo “Upright Tales” (CAM, 2016): ritroviamo allora il trombonista Filippo Vignato e il batterista Luca Colussi, mentre il trombettista Alessandro Presti rimpiazza David Boato. Vigono la scrittura libera – segmentata, o tonda e sinusoidale – e i fantasiosi arrangiamenti della titolare, che senza pianoforte allenta i legacci armonici. La Brunello svela gusto per la melodia, per i temi aperti o astrusi e sofisticati, comunque non ostici da assimilare. Le geniali architetture di “Pina Bausch”, in memoria della grande coreografa/danzatrice tedesca, bastano a giustificare un disco senza punti deboli, coagulo delle evoluzioni linguistiche accadute al jazz moderno nell’ultimo quarto di secolo. Identico spessore possiede il frastagliato “30 / Nighthawks / Indeed!”, contenente idee sufficienti per costruirci tre o quattro pezzi: l’introduzione contemporaneo-contrappuntistica si trasforma in un inesorabile dondolio acid-funk, frutto dell’interplay di una ritmica che agevola lo splendido assolo di Presti, “lezione magistrale” di tromba futuristica. “Volverse” si prenota per il Top Jazz, categoria “miglior disco italiano del 2018”.

10/5/2018 Enzo Pavoni


jazz.pl/era-jazzu – Rosa Brunello Y Los Fermentos – Volverse : Live In Trieste

Wśród nielicznych pań, które karierę związały z ekspozycją swojej muzyki na kontrabasie odnalazła się włoska basistka Rosa Brunello. Dołączyła tym samym do wąskiej elity kontrabasistek jazzu – obok Esperanzy Spalding i Lindy Oh – które są nie tylko ozdobą zespołów wybitnych jazzmanów, ale także – co niezwykle ważne- przedstawiają swoje własne autorskie projekty. Takim jest „Volverse” – nagranie zrealizowane w lutym 2017 roku w słynnej Casa della Musica di Trieste. Autorski Rosa Brunello Quartet tworzą ( określani tutaj jako Los Fermentos) trębacz Alessandro Presti, puzonista i dbający o efekty elektroniczne Filippo Vignato oraz perkusista Luca Colussi. Rosa Brunello rozpoczyna naukę muzyki u basistów Alessandro Fedrigo i Andrea Lombardini oraz trębacza David Boato. W 2003 roku, podczas Umbria Jazz Clinics – Berklee in Umbria zdobywa stypendium, które pozwala jej studiować w słynnej Berklee College of Music w Bostonie. Po powrocie do Włoch studiuje muzykę u wybitnych pedagogów (Glauco Veniera, Klausa Gesinga, Stefano Senniego, Stefano Bellona, Marco Tamburini, Stefano Onorati, Ambrogio De Palma), kończy z wyróżnieniem Jazz Conservatory w Trieście oraz odbiera tytuł „Master Jazz Conservatory F. Venezze” w Rovigo. Naukę kontynuuje w European Jazz Master w słynnym Jazz-Institut Berlin, uczy się w Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris oraz w Conservatorium van Amsterdam ; studiuje u Grega Cohena, Riccardo Del Fra i Ernsta Gleruma. Jako zdolna basistka bierze udział w ważnych międzynarodowych projektach z udziałem Bobby’ego McFerrina, Elvina Jonesa, Michela Camilo, Horazo “El Negro” Hernandeza, Scotta Colley’a, Miguela Zenona, Bena Allisona, Drew Gressa, Paolino Dalla Porta, Lionela Louke’a, Glauco Veniera, Stefano Bollani’ego, Pietro Tonolo, Mauro Negri, Massimo Manzi, Ack Von Rooyera, Bruno Castellucci’ego, Roberto Gatto. Koncertuje i nagrywa z Petro Tonolo, Glauco Venierem, Johnem Stowellem, Ahmedem Abdullahem, Alexem Hardingiem, Joelem Holmesem, Danem Kinzelmanem, Jimmy Weinsteinem, Enrico Zanisi, Marcello Allulli, Davidem Boato, Enzo Carnielem, Adamem Pache, Bruno Castelluccim, Enzo Zirillim, Massimo Chiarella, Sandro Gibellinim, Marco Tamburinim, Luca Colussim, Tommaso Cappellato, Kelvinem Sholarem, Enzo Carnielim, Stefano Tamborrino. Swój pierwszy autorski album “Camarones a la plancha” nagrywa w 2012 roku jako lider kwintetu The Rosa Brunello 5et (w składzie: David Boato, Piero Bittolo Bon, Riccardo Chiarion i Luca Colussi). Kolejny album “Upright Tales” został wydany w maju 2016 roku przez Cam Jazz. Tym razem w nagraniu udział wzięli już jako „Rosa Brunello y Los Fermentos” (Rosa Brunello – bass, David Boato – trumpet, Filippo Vignato – trombone, Luca Colussi – drums oraz goście śpecjalni: Francesca Viaro – vocals, Dan Kinzelman – tenor sax i Enzo Carniel – piano). „Volverse : Live In Trieste” jest kontynuacją koncepcji studyjnego albumu, przy czym brzmienie ograniczono do standardowego kwartetu. Rosa Brunello jest tutaj niekwestionowanym liderem i ciekawą kompozytorką.; prezentuje się jako wrażliwy muzyk, znakomity instrumentalista, autorytatywny lider. Zaczynając od kompozycji, które są zaprojektowane w szczegółach tak, że każda część ma duża swobodę interpretacji i równie bezpieczny schemat dla wszystkich muzyków, po perfekcjonizm wykonawczy.

4/3/2018 Dionizy Piątkowski