Patrizio De Santis – Il Lupo

La musica Jazz ultimamente ha un che di affascinante e originale , fresco , attraverso il suono delle nuove strumentiste, sia nell’ambito dell’improvvisazione che in quello della ricerca di nuovi percorsi musicali. Nel caso della contrabassista , compositrice e improvvisatrice, Rosa Brunello , leader di diverse formazioni , fra cui Y Los Fermentos , la ricerca non esclude la tradizione , nel contempo non vive di passato ma non si arrocca in un avanguardia elitaria ostica ai più, anzi , nel caso di Upright Tales posso sostenere che l’ascolto potrebbe catturare piacevolmente l’attenzione del neofita, per quanto godibilissimo e comunicativo , fresco ma famigliare , mediterraneo come europeo.
Nelle note di copertina Brian Morton parla dell’americano Ray Brown e musicalmente il paragone calza ma a mio avviso il sound complessivo mi rimanda anche a tante ottime incisioni di Kenny Wheeler e Dave Holland , rispettivamente flicornista, contrabassista , si intenda, la mia è giusto un impressione , il resto per me è tipicamente italiano , lo rivelano brani come Quasimodo e Mediterraneo.
I musicisti coinvolti sono : Davide Boato alla tromba e flicorno , Filippo Vignato al trombone , Luca Colussi alla batteria , a questi Los Fermentos si aggiungono le guest , Francesca Viaro al canto di Ottobre e Ylas , Dan Kinzelma ai sassofoni e i clarinetti, infine il piano di Enzo Carniel , il tutto sotto la direzione mirabile e affascinante del contrabasso della leader , Rosa Brunello. Disco consigliatissimo !

 



Rosa Brunello y Los Fermentos: quando il jazz ipnotizza

Un altro anno è iniziato e Un Tubo continua imperterrito con le fantastiche Jazz Nights del venerdì sera. Ieri, 27 gennaio, sono stati i Rosa Brunello y Los Fermentos ad esibirsi, scegliendo per la quinta data del loro tour “Upright Hypno Tour”, proprio il vicolo del Luparello a Siena.

Il quartetto, composto da Alessando Presti (tromba); Filippo Vignato (trombone); Rosa Brunello (contrabbasso) e Luca Colussi (batteria), si è esibito in una performance live che ha lasciato tutti a bocca aperta, non solo per la tecnica eccellente ma anche per la vivacità del concerto. Questa formazione, infatti, comprende alcune delle personalità più interessanti del panorama jazz italiano. Il progetto presentato è il nuovo lavoro di Rosa, “Upright tales“, che contiene undici tracce piene del suo contrabbasso dalla voce calda. Tra i tanti pezzi suonati ci sono state anche delle anticipazioni sul loro nuovo progetto musicale. Il concerto è andato avanti per un’ora e mezzo ed ha spaziato appunto tra vecchi e nuovi brani.

Il nome del tour risulta azzeccato: ipnotica è l’aggettivo giusto per descrivere la musica che questi ragazzi riescono a comporre e suonare. Le melodie che escono dai loro strumenti prendono per mano e  accompagnano in mondi con un che di magico e fiabesco. Il locale era pieno, nonostante il freddo pungente che attanaglia Siena nell’ultimo periodo. Le persone sempre con un bicchiere in mano si sono godute l’atmosfera ed il concerto. Il pubblico è rimasto palesemente ammaliato da quei suoni che si amalgamavano benissimo con l’ambiente. Il soffitto costellato di vinili e luci si è rivelato, infatti, lo sfondo perfetto per ascoltare in pace, quasi religiosa, il concerto dall’inizio alla fine.

Ciò che affascina della musica di Rosa Brunello y Los Fermentos è il modo in cui riesce a catturare e a tenere sempre sulle spine; la melodia prima cresce, poi diminuisce ed improvvisamente torna a salire. Un continuo fermento, come suggerisce il nome della band, di ritmi e musiche, che invoglia a ballare. Rosa, la contrabbassista leader della band, padroneggia lo strumento e riesce a tirarne fuori il meglio in ogni pezzo. Inoltre, essendo circondata da artisti di grande talento, l’insieme risulta essere un’armonia perfetta tra fiati, strumenti a corda e percussioni. L’ultima canzone, Indeed, ha poi definitivamente lasciato tutti a bocca aperta. I ragazzi hanno chiuso il concerto in uno scrosciante fiume di applausi.

Un Tubo resta anche per questo Duemiladiciassette il luogo ideale in cui recarsi per passare una bella serata a Siena, soprattutto se si è in cerca di un posto tranquillo, dove ascoltare del buon jazz e bere un buon bicchiere. All’interno di un Tubo è possibile farlo all’ombra delle candele poste sui tavoli di legno.
Potete trovare la programmazione completa degli eventi del locale sia sulla pagina Facebook ufficiale sia sul sito di Un Tubo.

Costanza Lusini



Andrea Gaggero, Jazz Convention, Ottobre 2016

Venerdì 16 ottobre, ospitata nell’antica tenuta i Pola, sale sul palco il quartetto Los Fermentos, guidato da Rosa Brunello, con il repertorio tratto della recente pubblicazione del pregevole Upright Tales, licenziato dalla Cam Jazz. Uscita recente, di cui rendiamo conto in altra sezione della rivista, ma incisione risalente ad un anno fa, nel corso del quale Brunello, Boato, Vignato e Colussi (questi i componenti), hanno avuto tempo e modo di migliorare il proprio interplay, continuare a conoscersi, acquistare fiducia reciproca e nel repertorio per mettere a punto una propria idea di quartetto. Tale gap è risultato evidentissimo fin dall’apertura con il pizzicato della Brunello e il grufolare di Vignato ad introdurre il lirico tema di Vertiges, dirge “battagliero” tra Coleman e l’Haden della Liberation. Primo assolo concentrato e passionale della leader che duetta con Colussi. Torna il tema e si apre un nuovo spazio in duo basso-batteria, poi ancora un interludio del drumming leggero, fantasioso ed efficace di Luca Colussi, subito raggiunto da Boato in un sapido duetto. Nell’incisione l’assolo di batteria e il duetto Colussi-Vignato non ci sono, a dimostrazione del lavoro svolto per migliorare ed espandere i brani ma anche del timore, loro o del produttore, di confezionare un album con pochi brani o poca musica. Nell’incisione, il bravissimo Luca Colussi è sempre come su un piano diverso rispetto agli altri, mentre dal vivo la sua presenza è intesa con i partners sono tangibili e determinanti. Il quartetto di Rosa Brunello è, senza tema di smentita, una delle migliori formazioni in attività nel continente, sia per il valore dei singoli componenti, che per la padronanza assoluta di un linguaggio jazzistico aggiornato Si evidenzia ancora la grande energia sempre unita ad un lirismo prezioso, carattere che accomuna i quattro “Fermentos”. Vignato ben conosce il trombone moderno di Blaser e Mangelsdorf e Brunello è esperta di Haden e Mingus, ma quello che emerge è una originalità di approccio alla storia e contemporaneità di questa musica che li avvicina alle migliori formazioni del nord Europa Il contrabbasso di Rosa Brunello non è mai statico e non si limita ad accompagnare. È, invece, un impulso constante e orientante. Il drumming originale, leggero e attentissimo di Colussi pare indispensabile quanto insostituibile nel discorso collettivo.
Ylos è aperto dalla cadenza Haden-mingusiana del contrabbasso che con un arpeggio segnala l’inzio del tema di due note fugate tra flicorno e trombone. Brano quasi immoto e liquido, illuminato da un magnifico solo di Boato. E poi ancora il brano neoboppistico Dietro Tonolo qui eseguito con la giusta energia. Se l’ascolto del disco lasciava presagire una formazione eccellente e una musica fresca, il concerto supera le aspettative ponendo a chi scrive non poche domande riguardo all’importanza dell’aspetto produttivo fonico.


 

Andrea Gaggero, Jazz Convention, Ottobre 2016

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Fedeltà del suono, Settembre 2016

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Jazzit, Agosto 2016

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Audioreview, Agosto 2016

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In Jazz, Agosto/Settembre 2016

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Suono, Luglio 2016

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http://musicajazz.it/lana-meets-jazz-2016/ – Recensione del concerto a Lana Meets Jazz 2016, di Giuseppe Segala

“Giovane, ma già avviata a una bella carriera, la contrabbassista Rosa Brunello, alla guida del quartetto Los Fermentos, che presentava il cd fresco di stampa «Upright Tales» con David Boato alla tromba, Filippo Vignato al trombone, e Luca Colussi alla batteria. Belle composizioni della leader e di Boato, musica ariosa e avventurosa, gruppo ben compatto.”


 

InJazz, Giugno 2016

injazz giu 2016


Franco Fayenz, Il Giornale, 2 Giugno 2016il giornale 2 giu 2016


Blow Up, Giugno 2016blow up giu 2016

 


Dapprima rampolla della scuola veneziana del reggae italico (co-fondatrice, a inizio 2000, dei Soul Rebel), Rosa Brunello passa dal basso elettrico al contrabbasso –double bass – abbracciando appieno il cosmo jazz. Uno dei primi lavori accademici è il riarrangiamento di “Points Of View” (1998) di Dave Holland, suo ideale mentore.
Dopo aver preso parte a qualche ensemble dell’entroterra, vara la sua carriera di leader e compositrice a nome Rosa Brunello 5et per “Camarones a la Plancha” (2012), un’improbabile ma felicemente scorrevole fusione di batteria Billy Cobham-iana (Luca Colussi), tromba Miles Davis-iana (David Boato), sax Paul Desmond-iano (Piero Bittolo Bon) e chitarra John McLaughlin-iana (Riccardo Chiarion), tutto governato da un basso mobile.

Trascorsa un’esperienza più convenzionale con gli Omit Five, Brunello fonda i Los Fermentos con tromba, trombone, double bass e batteria. Tra tutti, i componimenti di pugno della leader contenuti nel loro debutto “Upright Tales” sono quasi sempre i più rilevanti, a parte una “Day After” a firma del trombonista Filippo Vignato (basso allucinato, duetto nel silenzio, dadaismo con breve citazione di “Bibbidi Bobbidi Boo”). Il tema di mestizia classicheggiante di “Sonata For Cosimo” si estingue in un solo rarefatto che assume via via qualità di tango, per esplodere in forma di competizione tra i due fiati nel finale. Una delle composizioni più dinamiche della contrabbassista.
Nella filigrana pittorica della più libera e cacofonica “Vertiges” il tema, più “pianto” che suonato, scaturisce da una palude di effetti strumentali che slabbrano le scale disperate della tromba. La costruzione elastica di “Mediterraneo”, basata su unaballad per pianoforte, si migliora in “Vera”, innervosita progressivamente dagli accelerando e gli aumentando, fino a evocare danze esotiche.

Opera ancora giovanile che ha già portento, supportata da buone maestranze tra cui qualche ospite: il subliminale vocalese di Francesca Viaro, il sax tenore di Dan Kinzelman, il piano – quasi atonale in “Ottobre” (ancora di Vignato) – di Enzo Carniel. Il titolo è un piccolo gioco semantico: “storie narrate stando in piedi”, o “storie verticali”. Sono dediche e quadretti che hanno due pregi: non esagerano in ambizione e accompagnano l’ascolto, aspettano la fruizione. Umore a volte plumbeo e atmosfera rarefatta che, però, si rinfranca d’invenzione. Più tradizionali i componimenti del fido trombettista Boato, ma il brevissimo “Ylos” di chiusa spicca per l’uso di astratti toni ambiental-minimalisti. Co-produzione Cam Jazz-Kepach Music.

(28/05/2016) – Michele Saran, Ondarock

 


Donato Zoppo, Rockerilla, Giugno 2016rockerilla giu 2016


(…) Inoltre, fra i tanti e pregevoli “eventi collaterali”, qualcuno sceglie (…), nel Nuovo Bar Astra, la contrabbassista veneziana Rosa Brunello con due strumenti a fiato di tutto rispetto, David Boato tromba –flicorno e Filippo Vignato trombone con il batterista ungherese Attila Gyàrfàs, sostituto del titolare Luca Colussi che si può apprezzare nel cd di Rosa Upright Tales della CamJazz. See more at: http://www.amadeusonline.net/jazz/2016/brad-mehldau-mette-tutti-d-accordo#sthash.tpio6QWI.dpuf – Franco Fayenz


Ottimo jazz contemporaneo, molto ben scritto ed altrettanto ben orchestrato ed eseguito, per Rosa Brunello Y Los Fermentos (Rosa Brunello al contrabbasso, David Boato a tromba e flicorno, Filippo Vignato al trombone, Luca Colussi alla batteria), autentica rivelazione del festival, che ha presentato brani tratti dal CD Upright Tales di recente pubblicazione per l’etichetta Cam Jazz. Musica ritmicamente varia, cantabile ma tutt’altro che semplice, una band dal suono compatto e coeso, con la leader che porge il tempo in modo non convenzionale, lavorando più sulla tessitura melodica che sulla scansione. Molto bravi!  –  Paolo Peviani, All About Jazz


 

amadeus mag 2016

 


venerdì di repubblica 29 apr 2016


 

tribuna treviso 26 aprile 2016


The music embodies a Mediterranean spirit in improvised music… warmly open but almost classically controlled and disciplined. It has an outdoors, collective, free-roaming feel. Los Fermentos have been together for some time, and it feels that way. They know each other’s moves and expectations. Brunello’s an ideal group leader, yet it’s a band performance, played at their tempo – Brian Morton


Un ascolto coinvolgente ed estremamente piacevole questo lavoro di Rosa. La musica scorre con grande continuità, grazie ad una scrittura attenta ed un grande ascolto reciproco (cosa rara di questi tempi), che come un filo sottile, lega questi bravi musicisti brano dopo brano. Bello! – Ares Tavolazzi