WHAT PEOPLE SAY ABOUT Rosa Brunello Quintet – Camarones a la plancha

 

I mondi sonori proposti dal quintetto di Rosa Brunello in “Camarones a la plancha” sono affascinanti e costruiti con alcuni elementi in grande evidenza: in particolare spicca la costante aggressione ritmica portata da basso e batteria, che caratterizza tutti i brani. Si apprezza la visione compositiva della contrabbassista, originale per sound e costruzione, realizzata con una brillante commissione trans-genere (jazz, latin, rock), suonata da un gruppo funambolico e aggressivo, con melodie a volte memorabili (Il lagunare).

Le composizioni sono molto lunghe e ben sviluppate, con il prevalere di riff rock, ricerca di groove e momenti ben riusciti di pazzia collettiva di stampo avant-garde (Viali in fiore). Particolarmente rilevante è l’aspetto timbrico, con il bel mix dei tanti fiati (è ottima la scelta di Venier e Vignato come ospiti del quintetto), la ritmica che spesso propone ambienti dal taglio hip hop o house, il sound elettronico della chitarra: tutti elementi enfatizzati dagli arrangiamenti, sempre imprevedibili, a volte con parti in contrappunto (Sister ‘n Lò), in altri casi legati ai prepotenti riff di Brunello. (Viali in fiore).

Us è un’ottima partenza: introdotta da un veloce riff di contrabbasso con ritmi quasi dance, è esaltata dal tema di tromba, mentre Bittolo Bon raddoppia la parte di Brunello: come si può capire è un incipit prepotente, un misto di rock e avant-garde che fa brillare la memorabile melodia. Atmosfere alla Bill Frisell sono invece alla base di Sister ‘n Lò, che propone un tempo lento a sorreggere il tema di sax e tromba, costruendo nell’insieme un mondo sonoro sinuoso e molto intenso, arricchito da begli assolo di contrabbasso e chitarra.

Le ottime capacità strumentali di Brunello si esaltano nella lunga introduzione di contrabbasso di Malasana, che lancia il brano aprendo con un aggressivo riff in 5/4; l’estetica di stacchi e break prende il sopravvento, la chitarra si esprime in un assolo gagliardo che introduce le genialità dinamiche dell’assolo di tromba e il tutto sfocia in un dialogo free tra sax e batteria, realizzando un insieme affascinante per varietà e inventiva.

Il lagunare è una composizione di Gigio Brunello impreziosita dalla presenza di Glauco Venier al pianoforte (il tema è esposto dalla tromba con sordina che disegna pregevoli sonorità noir), mentre la conclusiva Bambini sperduti è ancora basata su un riff di basso (in tempo dispari) doppiata dal sax.

Nell’insieme “Camarones a la plancha” è un disco sorprendente, con atmosfere originali e un gruppo ben affiatato e di notevole livello, che riesce ad esprimere una grande energia.

— Eugenio Mirti, JAZZIT n.76 — JAZZIT LIKES IT!

 

Rosa Brunello is a good bass player with a good sense of rhythm and harmony. She is also a good composer. You can hear her amazing talent on her beautiful CD called “Camarones a la plancha”

— Lionel Loueke, musicista

 

Rosa Brunello is a bassist and composer who will be attracting the attention that she deserves in the near future. She has a big warm sound, swings with authority and listens and interacts well in any context. Her songs are full of interesting surprises and harmonic invention. I love playing with her and look forward to more musical conversations with Rosa in the future.Very much enjoyed her CD. She and the guys all sound great and I liked her writing as well. The band has a real sound and identity. There is an interesting conversation happening on every tune.

— John Stowell, musicista

 

Her cd is beautiful.

— Jason Lindner, musicista

 

Penso sia davvero un bel lavoro, maturo. Emerge la sua personalità nella scrittura, il suo accompagnamento solido e la sua orchestrazione corale a tratti Mingusiana ma con un piglio tutto suo. Brava.

— Andrea Lombardini, musicista

 

Ho ascoltato parecchie volte il suo cd e volevo farle i complimenti!! Mi piace molto come suona, ma anche come compone, si sente che dà molta importanza alla scrittura e questo, secondo me, è molto importante.

— Nicola Bottos, musicista

 

Crescere in una terra feconda di vita e di una promiscuita’ emozionale di cosi’ raro incontro, carezzarsi l’anima nella loquace e quotidiana lentezza vissuta nel mulino di famiglia per poi evadere nel fantastico mondo delle marionette paterne tra escursioni creative e dinamismi libertari che hanno segnato il suo cammino formativo favorendo una sana crescita artistica. Rosa Brunello e’ da considerarsi uno dei migliori talenti del panorama jazzistico italiano, una personalita’ resistente e fantasmagorica, che ha saputo equilibrare i pastelli musicali agli impetuosi turbamenti empatici che caratterizzano le sue composizioni.La contrabbassista ventiseienne di Mogliano Veneto, dopo aver assaporato la dura gavetta e il riconoscimento delle innumerevoli borse di studio nei campus piu’ prestigiosi, da Perugia al Berklee di Boston, con Camarones a la plancha, primo lavoro discografico, fa il suo ingresso nel “mondo musicale che conta”. Una idea di disco nata dalla voglia di mettersi in gioco, una scommessa con se stessa. I brani scritti di getto nel giro di pochi mesi, l’ascolto degli “amici bravi” che hanno apprezzato ed hanno dato subito la loro disponibilita’ a collaborare al progetto e per finire la condivisione del flusso sonoro, la giusta conclusione di una esperienza unica. Un disco che parla di lei, della ricchezza sinestetica che la circonda e dei suoi viaggi, che la vede autrice ed arrangiatrice della quasi totalita’ delle composizioni. Il quintetto e’ composto da grandi talenti e giovani emergenti di un Nordest che ultimamente tira fuori una gran quantita’ di fenomeni, vedi Piero Bittolo Bon ed Elisa Caldana che ha curato le immagini del booklet.

Us, brano inaugurale, e’ un momento di gloria individuale ma anche il racconto di una personale vicenda. Viali in fiore e’ un luogo intimo e fantastico a lei caro. Il lagunare e’ una dedica al padre Gigio, una canzone scritta da lui ai tempi del militare. Sister’n Lo’ ispirata dall’annuncio di nozze della sorella, Camarones a la Plancha in ricordo di un viaggio in Messico, tra gamberoni e una dorata distesa di sabbia in riva all’oceano. Cara Rosa…exquisitis contrabbassorum tormentis!!!

— Daniele Camerlengo, giornalista (Sound Contest)

 

Ci sono dei CD che da subito, dai primi suoni, fanno presagire un buon ascolto.
Camarones A La Plancha, il primo disco a nome della giovane contrabbasista veneta Rosa Brunello, cattura immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore.
Nessun artificio particolare, sia chiaro, solo suggestioni bop e soul jazz, sporadiche e libere dilatazioni di carattere free, marcate coloriture elettriche, delicate ballad, ma declinati in maniera appasionata e coerente.
Di peso sono anche i temi, che nelle ballad raggiungono intensità e raffinatezza.

In generale nell’intero album si condensano le esperienze jazzistiche dei valenti musicisti che vi partecipano, esperienze moderniste e contemporanee che emergono chiare e definite, così come emerge, seppur in forma latente, l’influenza di alcuni modelli di riferimento (Dave Holland su tutti).

Per quanto la leader e la compositrice dei brani, ad eccezione di uno, sia Rosa Brunello, il suo strumento non emerge sugli altri, come spesso capita nei dischi a nome di un singolo musicista. Attorno alle sue composizioni si avverte un’intenso afflato sonoro dell’intero quintetto, al quale si aggiungono per alcuni brani due valenti ospiti d’onore quali Glauco Venier e Filippo Vignato.

— Luigi Sforza, giornalista (Allaboutjazz)